Scalping

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«Tutti possiedono le capacità mentali necessarie per far soldi in borsa.
Ma non tutti hanno voglia e fegato a sufficienza.»

(Peter Lynch)


Trading, Trader, trading on line sono termini terribilmente evocativi per la maggior parte delle persone. Quando un investitore sente parlare di trading si ferma subito ad ascoltare se ci sono “dritte” sfruttabili, se si parla di un trader si visualizza immediatamente il tipo di lavoro che svolge, una professione accompagnata da stress e da guadagni e perdite che spesso, al pari delle montagne russe, salgono e scendono lasciando il trader senza fiato.


Un investitore che non è pratico di tecniche di trading intraday con molta probabilità assimila l’operatività di uno scalper a quella di uno stregone, un mago capace di capire come si muoverà il mercato nei prossimi secondi. La realtà è ben diversa.
Tuttavia quando si parla di scalping e scalper la visualizzazione non è altrettanto immediata. Nella realtà fare trading significa semplicemente comperare e vendere dei titoli, trader è colui che compie questa operazione, trading on line è la procedura con la quale si fa ovvero tramite connessione telematica e scalper è chi la fa in modo frenetico a livello intraday, una figura di speculatore a volte confusa con il trader intraday.

Lo scalping, nuova frontiera del trading estremo, è una metodologia, piuttosto semplice, di speculazione veloce sui mercati finanziari. Il nome è tutto un programma, si tratta di scalpare il mercato, ovvero mettere in atto operazioni velocissime e con un grado di rischio controllato e solitamente molto basso.

La particolarità dello scalping è che si tratta di una tecnica “trasversale” alle varie metodologie di analisi, non serve conoscere nulla dell’analisi tecnica tradizionale, non si fanno previsioni operative ne tantomeno si tengono aperte le posizioni in overnight.

Allo scalper, colui che pratica questa disciplina, non interessa il trend di fondo del titolo e nemmeno se sta salendo o scendendo ma si mette in agguato pronto a balzare sulla sua preda per poi sparire velocemente.

Siano poche briciole o bocconi molto grossi, lo scalper agisce come un mago, velocemente e senza lasciare traccia!

Guerriero indiano con uno scalpo in mano, stampa del 1789. Published by William Lane, London, England.
Un investitore che non è pratico di tecniche di trading intraday con molta probabilità assimila l’operatività di uno scalper a quella di uno stregone, un mago capace di capire come si muoverà il mercato nei prossimi secondi. La realtà è ben diversa.

Per qualche strano motivo c’è una latente rivalità tra lo scalper puro e l’analista tecnico, un qualcosa di palpabile ma indefinito fa si che uno scalper solitamente disdegni l’analisi grafica mentre non accade quasi mai il contrario, ogni buon analista grafico sa anche come ottimizzare i prezzi di ingresso osservando un book, nell’insieme degli strumenti operativi risiede sempre la soluzione migliore.

Lo scalper sostiene di poter tradare il mercato solo guardando il book e di avere degli ingressi e delle uscite a rischio quasi nullo, viceversa l’analista tecnico sostiene che con lo scalping si prendono solamente le briciole che lasciano gli analisti tecnici.

È una discussione infinita, nella realtà si tratta solamente di diverse predisposizioni all’operatività, ogni tipologia di operatore ha i suoi pro e i suoi contro. Stili di trading a parte, quello che è certo è che chiunque desideri comperare o vendere un titolo deve passare per il book.

Il termine scalping, traducibile con “scalpare” significa portare via al mercato, con una scalpata, un piccolo profitto veloce.

Lo scalper deve necessariamente possedere determinate caratteristiche caratteriali per sopravvivere, è indispensabile la capacità di stare in attesa e l’indifferenza alla perdita che deve essere sempre molto ridotta per consentire un’operatività profittevole. La pratica dello “scalping” ha origini ben distanti dal mondo del trading come ben illustra l'immagine a lato.

D'ltronde si fa presto a dire scalping, dopotutto è solo una parola. Lo scalping lo si comprende subito, le regole sono semplici e lineari ma poi molti inevitabilmente si lasciano sopraffare dai fattori interni e perdono fiumi di denaro.

Una pungente affermazione riassume il concetto:
“Dello scalper voglio essere il broker, non il socio”.

Perché? Semplice, uno scalper è una macchinetta che produce valanghe di commissioni per la propria S.I.M., un vero e proprio generatore di denaro.

Ovvio quindi che alcuni broker spingano per trasformare gli speculatori in scalper anche se sanno già in partenza che moltissimi nuovi scalper sono destinati al fallimento perché, semplicemente, arrivano impreparati all’appuntamento con il mercato.

Torniamo indietro di un passo e definiamo lo scalping.

SCALPING


Si tratta di una nuova prospettiva per lo speculatore che può operare ignorando il trend di fondo e concentrando la propria attenzione solamente sul book e su pochi altri strumenti. Un’arma molto potente nell’arsenale del trading, un bisturi tagliente che bisogna imparare, prima ancora che a utilizzare, a temere.

Solo in seguito si potrà padroneggiarlo.

Robert McGee, “scalpato” dai Sioux nel 1864, quando era teenager. Fotografia del 1890.
Per imparare a fare scalping bisogna osservare dal vivo un book, vederlo mentre si modifica sotto i vostri occhi con i suoi tempi, incurante delle vostre posizioni. Il mercato è veloce e le decisioni vanno prese in fretta, con una velocità che solo l’esperienza diretta può permettere di ottenere.

Ma perché quindi iniziare dallo scalping se poi, alla fine, ben pochi si addentreranno negli antri angusti della speculazione sul filo del rasoio? Perché è la più rozza forma di trading che esista, priva di regole articolate, grezza, a tratti essenziale. E proprio in questo risiede il suo fascino e la sua utilità.

Si tratta infatti di una tecnica TRASVERSALE che può sempre essere utilizzata per strappare qualche tick al mercato qualunque sia la vostra operatività. Perché, statene certi, in un modo o nell’altro, sia che facciate intraday che multiday, per il book dovete passare e allora sì che lo scalping può fare la differenza.

Può perfino farvi evitare dei trade se il book è particolarmente inefficiente perché, a volte, anche i grafici ingannano e disegnano figure che non sono supportate dai volumi e quindi dai book.

Talmente trasversale è lo scalping che può essere tranquillamente integrato, nella sua forma meno ortodossa, anche con i grafici di borsa per validare i supporti e le resistenze finendo quindi col permettere al trader l’utilizzo congiunto di diverse metodologie.

Oggi le probabilità che qualcuno vi faccia letteralmente lo scalpo sono estremamente rare, tuttavia è possibile ridursi come il signor Robert McGee strappandosi da soli i capelli per il nervoso causato dalla frustrazione e dallo stress da trading. Non sottovalutate le pressioni emotive che incontrerete nel mercato reale per definizione: quello intraday.

Abbiate un sano timore reverenziale del mercato nel momento in cui acquistate o vendete, non dimenticate che siete voi a cercare lo scalpo del mercato ma che, se potrà farlo, il mercato si porterà via il vostro scalpo.

Non dimenticatelo mai!

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